The Bag – la prima di un documentario

La scuola estiva di Befree organizzata dalle Funambole presenta:

Quest’anno alla Scuola Estiva di Befree avremo l’onore di proiettare un documentario straordinario per la prima volta. L’autrice è Regiana Queiroz che sarà presente alla scuola il 27 agosto 2019 (vedi il programma) vi aspettiamo tutt* per condividere questo evento e tutti gli altri che fanno parte del ricco programma

 

“Ed è così, come per caso, che un brasiliano è un fascista e un altro è sovversivo; Coloro che strappano gli occhi possono essere confusi con quelli che hanno gli occhi strappati. “Pier Paolo Pasolini – 1971

“The Bag” è un documentario di Regiana Queiroz, che porta allo spettatore una rappresentazione provocatoria e grottesca dell’aumento dell’autorità autoritaria, estrema destra in Brasile. Il film trova, nei riferimenti attuale situazione politica, estetica, strutturali e narrativi alle Allegorie del fascismo in film di Pier Paolo Pasolini “Salò 120 giornate di Sodoma”. Sulla base del testo del Marchese de Sade, il film di Pasolini ricrea la stessa composizione dei quattro gironi infernali nella “Divina Commedia” di Dante Alighieri: Anteinferno, Cerchio di Manias, Circolo di merda e il cerchio di sangue.

1970, durante la sanguinosa dittatura militare in Brasile, sotto il governo del presidente, generale Medici, quando la squadra di calcio brasiliano vinse il terzo titolo mondiale Pier Paolo Pasolini, accompagnato da Maria Callas, ha visitato il Brasile durante il suo peggiore momento storico.
Gli stessi tempi oscuri e autoritari sono stati ripresi e riapplicati dal neoeletto presidente brasiliano.

La composizione di immagini del documentario ricostruisce la storia dell’ultima opera di Pasolini, intrecciando le immagini tratte dal suo film con materiale d’archivio, servizi giornalistici e altri filmati, come interviste, testi e citazioni, tessendo un ritmo unico e la lingua, dove i blocchi narrativi, editati sotto l’influenza della teoria di Eisenstein, non solo modifica la struttura, ma inventa un dialogo che suggerisce, attraverso il metalinguaggio cinematografico, una riflessione critica partendo dal disagio dell’estetica di nausea, trascendendo molteplici significati.

Questa sovrapposizione tra arte e eventi coincidenti (tragici) in Brasile, organizzati attorno alla geografia infernale di Dante, garantisce al documentario la sua densità metatestuale.
Salò irrita e disgusta; È stato censurato, sequestrato, maledetto anche prima che fosse pubblicato. Il suo produttore, Alberto Grimaldi, fu citato in giudizio. Ma nulla trattiene il suo raffinato orrore che trascende lo schermo, perché non è solo un film tragico, ma un capolavoro imponente, unico nel suo genere, al tempo stesso angosciante e raffinato, reso eterno nella storia del cinema mondiale per essere la migliore espressione filmica del radicalismo del male esposto dall’opera di Sade nel momento in cui le idee di libertà, uguaglianza e fratellanza stavano germogliando nelle ghigliottine della rivoluzione francese.

La voce di Pasolini denuncia, più che mai, che un nuovo fascismo dal volto consumistico è ancora più perverso, e che crea una società di eterna competizione, incapace di dare vita a qualsiasi forma di solidarietà sociale, un terreno fertile per discorsi che idolatrare della forza. Perché la violenza, già interiorizzata dagli individui in competizione, diventa completamente naturalizzata.
“Siamo tutti in pericolo!” aveva detto, non tanto ai suoi contemporanei, ma a noi, 43 anni dopo il suo assassinio.

* Il titolo allude alla borsa colostomia dell’attuale presidente come metafora di Canto XVIII, dell’ottavo cerchio dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, chiamata Malebolge, “borse del male”, dove troviamo i dannati immersi nelle feci.

Regiana Queiroz è una regista italiano-brasiliana è cresciuta in OMS San Paolo, studiando pittura da sua madre e dove si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università Mackenzie e specializzata nella Psicopatologia presso l’Istituto di Psichiatria del San Paolo University Medical School. Dal 2005 è stata/vive a Milano, San Paolo, Parigi e Venezia. Si è laureata in Cinema presso la Scuola di Cinema Televisione e media Nuova di Milano nel 2010, ha fondato Quando “3boludos e 1perro Cinematografica”. Dal febbraio del 2018 è in esilio poilitico a Roma a causa delle minacce di morte che ha ricevuto dall’attuale governo in Brasile.