BeFree BeeHappy

di Barbara Bonomi Romagnoli

Davvero da non credere, secoli di storie e leggende sul re dell’alveare andati al macero per
un piccolo vetro che ingrandisce:ci misero un po’ gli intellettuali ad accusare il colpo, perfino Voltaire non ha tollerato molto la novità e gli illuministi più accorti, pur di non smentire la fede nella scienza, pensarono bene di cavarsela alimentando il modello della Grande Madre aggiungendovi l’ape regina, peccato essa sia la testimonianza più eloquente dell’ipotesi, suffragata ad esempio da molte femministe,che le figlie son soprattutto di chi li cresce (le api nutrici) e non di chi le fa.
C’è chi parla addirittura di «utero sociale», per indicare come le api tengano la covata in un ambiente protetto, difeso e caldo proprio come avviene nel corpo delle mammifere. Il tema della maternità nell’alveare offre spunti molto interessanti anche al dibattito umano se si riflette sul senso di una collettività composta da insette libere e nomadi, decisamente aperta almeticciato, dedita alla fecondazione eterologa e financo alla poliandria della regina. Altro che simbolo di vergine immacolata come l’hanno spesso tratteggiata: ad Aristotele che argomentava che le api erano così pure da scagliarsi contro le impure prostitute e gli adulteri, ha ben replicato Marco Accorti, poliedrico ricercatore apistico scomparso prematuramente, facendo sommessamente notare che «sono proprio le api che con l’impollinazione hanno inventato il mestiere più antico del mondo».
Non diciamolo troppo forte, non sia mai che si alleino api con lucciole, sai che
rivoluzione. Confesso che me la immagino spesso, quando sono fra le arnie, una pinkbeerevolution, una irruenta e incruenta spinta collettiva al bene comune, all’autodeterminazione dei desideri, alla cura condivisa di terre e relazioni,moltiplicando le danze e gli abbracci senza moralismo alcuno.È solo una bizzarra idea da apicoltrice entusiasta, ma con un pizzico di ribellione in più, secondo me, ce la potremmo fare. Intanto come si suol dire, la butto là… en passant.